Michael Jackson, poche parole sul grande pacifista. mistero Michael JacksonROMA (UnoNotizie.it)
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le 20 août 2009
le 19 août 2009
le 03 juillet 2009
Per il momento ogni aggiunta alla collezione reitera la stessa sensazione della prima volta. Sensazioni impegnative, a volte pesanti, si protraggono spesso di notte scombussolando i giorni seguenti: devo farci i conti e prendere i miei spazi: rigorosamente solitari e possibilmente non riscontrabili da nessuno.
Non mi è dato di spiegare nulla, a voce o convenzionalmente.
On and on and on it came
Again, and again, and again...
Take my name and just let me be
le 02 juillet 2009
le 25 juin 2009
Gli anni dell'università hanno nomi maschili.
Il passeggio è sempre in atmosfera di qualcosa che avrebbe potuto essere e non è stato.
Tutto ciò che non credevo di potere avere è stato, effimero.
Avere il cuore impegnato non coincide con la sazietà della mente e non so se mai possa essermi viceversa.
Il cuore, quello sconosciuto, non è in grado di tenere aperte molte porte; ma la testa sì, è quella che chiede, richiede, vuole, esige. Il sussulto di quel cuore è sempre e solo innesco e quasi mai si fa scintilla.
La rete neuronale, luogo dall'aspetto familiare, che come certa famiglia non sempre si trova a proprio agio . I neuroni, questi conosciuti nati, cresciuti, quelli bruciati e quelli adottati, posseggono loro stessi un cuore che non mi è dato di conoscere. Una Venere in Gemelli parla per loro ed io mi limito ad emanare certa nebbia, un po' come Il nostro amore sarà color del fungo; preciso, artigianale, al riparo dalle inesattezze dell'arte.
Firenze, non fu mai una repubblica marinara”
le 16 avril 2009
Non segue Azione al pensiero, all'azione precede solo l'istinto.
L'istinto, quello costituito a base piramidale, esegesi di vita chissà quando vissuta, forse mai, forse la vita che si vorrebbe vivere.
Parole al vento che non costituiscono il Pensiero perché Il Pensiero è nell'aria e si fa aria, ed ogni stagione ha la sua aria.
Le stagioni sono cicli, cicli di arie.
Camminavo da bambina per una strada dove un'abitazione pareva offrirmi un bocciolo di rosa. L'unico dell'intero verde. Io lo strappai senza pensarci ed una voce dall'altra parte mi domandò: Perché l'hai fatto?
La risposta fu: non lo so. Ma avrei voluto rispondere: perché tu l'hai piantato.
Nessuno prima di allora aveva mai domandato il motivo di una mia azione, mi rimase tanto impresso che che nel futuro, in occasione di ferite da bocciolo strappato, fu una domanda che rivolsi a diverse persone.
E' così difficile rispondere al perché di un'azione già compiuta. E' difficile trovare spiegazioni per quelle menti mai sazie e mai precise, come la mia. Per esse le spiegazioni sono come un fazzoletto bianco caduto dal III piano in una giornata di sole. Si fa trasportare dall'aria instabile del pensiero e nessuno può prevedere dove cadrà, o se si incaglierà e chissà che altro vento arriverà a spostarlo. L'unica cosa è il candore di quel fazzoletto, che chiede pace.
le 09 avril 2009
forse.
le 03 avril 2009
Momenti dove non c'è soggetto, non c'è tempo. Ma si parla in uno spazio inghiottiti da un flusso. Di un substrato che non cambia e degli avvenimenti che vanno raccontati già successi, già ammaestrati, già finiti ma ancora tutti lì, in potenziale, tali ancora ci paiono.
Dove l'inquietudine di fondo viene dispiegata in un vino dolce, porpora, accanto a briciole di pane disposte a semicerchio. Prova non premeditata che mette di fronte all'unico imbarazzo che se entri guardando dritto davanti a te, senti un fischio che chiama. E allora meglio non entrare guardando dritto se rischi di perdere la visione dell'accorgimento della tua presenza. E' uno dei piaceri della vita.
Non trovo mani così grandi, né occhi così attraenti. Trovo ancora un volto che se mi guarda mi imbarazza ed è l'unico a saperlo fare. Vorrei capire perché, a volte. Ma non ci sarà mai risposta soddisfacente specie se essa è da sempre saputa. Ciò che è da sempre non sarà mai. Ma anche chiedersi Perché a volte può essere un piacere della vita.
Mi mancava quell'imbarazzo. Gli getterei addosso il vino che ho nel bicchiere, a quell'imbarazzo, lo tirerei dalla maglia e lo abbraccerei.
Niente di altro. Ed è una cosa che mi manca.Mi manca non aver ballato con lui al buio una musica che non ci appartiene ma che racconta storie.
Storie valide per chiunque, una buona volta, senza soggetto e senza tempo. Mi manca perché è l'unica cosa di cui non riesco a parlare, e non riesco ad avere.
Mi martella la testa giusto il tempo di correre in auto, forte, alzando il volume per cercare di immaginarlo in qualche storia. Il tempo di arrivare a casa, lavarmi il viso e guardarmi allo specchio.
Il trucco scivola, e con lui mi chiedo cosa rimanga di te.
Riflesso d'Amore che sei da sempre, e non sarai mai.
le 25 mars 2009
le 16 mars 2009
...Eravamo in una stazione ferroviaria e il mio amante stava tornando a casa. Di fronte al mio, al nostro sgomento per quella nuova, struggente separazione, lui commosso mi disse: 'Dimmi resta, ma per sempre, e io resterò". Dopo un attimo di esitazione gli dissi 'Và, che perdi il treno'.
